Trevi è città antichissima ma dall’incerto etimo. Citata già in Plinio come Trebiae, il suo nome potrebbe riferirsi alla dea Diana, chiamata Trivia, o nascondere un ancor più arcaico significato d’origine osco-umbra riferito a un luogo particolare. Trevi, costruita a cerchi concentrici, sembra una chiocciola che conserva intatto il suo cuore antico fatto di pietra, coppi, legno, tonalità delle terre. Il centro è piazza Mazzini, chiusa ad angolo dal Palazzo comunale del XIII secolo con la torre civica.
Da qui, costeggiando Palazzo Valenti (1545), si raggiunge l’ex convento di S. Francesco (sec. XIII) oggi trasformato in complesso museale. Al suo interno si trovano la Pinacoteca, il Museo Civico, il Museo della Civiltà dell’Ulivo e la Raccolta d’Arte. La chiesa di S. Francesco risale al 1288 e fu modificata nel 1354-58 in forme gotiche. Ha un bel portale e l’interno è a navata unica con tre absidi con volte a crociera, di cui la centrale è poligonale. Scendendo da Trevi verso la Flaminia in direzione sud si incontra il rinascimentale santuario della Madonna delle Lagrime, con un bel portale a bassorilievi.
L’interno, a croce latina, conserva i monumenti sepolcrali della famiglia Valenti e nel secondo altare a destra, l’ultima opera del Perugino, L’adorazione dei Re Magi con i Santi Pietro e Paolo (1521). Molti sono i palazzi, costruiti tra XV e XVIII sec. che conferiscono al borgo la sua particolare atmosfera. Da visitare infine il Teatro Clitunno, della seconda metà del XIX° secolo, con un sipario del Bruschi.